Leopoldo Foglino
Franco per gli amici.
Sono nato a Usseglio, alta val di Lanzo a 1200 metri, nel maggio 1941. Figlio di un militare sono vissuto in caserma fino a 17 anni imparando ad apprezzare le regole ed il necessario utilizzo dell'autorità-costituita di cui una società giusta ed ordinata ha bisogno.
Ho altresì imparato che non sempre l'autorità esercita il potere in modo equo ed è un gran momento quando essa se ne rende conto e torna sui suoi passi, mentre è un disastro quando non ha il coraggio di riconoscere i propri errori, perché anche l'Autorità può sbagliare.
Terzogenito con due sorelle che mi precedevano ho goduto dell'affetto di tutti i miei famigliari e questo mi ha portato ad avere fiducia nel prossimo.
Formato da scuola e parrocchia ho vissuto un'infanzia entusiasmante nell'Alba degli anni 50, di cui non vi parlo altrimenti non la smetterei più. Con una “banda” di amici che porto sempre nel cuore abbiamo sperimentato la libertà, la creatività, l'autonomia e la responsabilità, aiutati da adulti di grande valore spirituale ed umano.
Mia madre avrebbe voluto che frequentassi il Liceo, ma i risultati scolastici delle Medie lo sconsigliavano, così fui indirizzato all'Istituto per ragionieri ed i miei genitori scelsero il “Guala” di Bra, che per cinque anni raggiunsi giornalmente in treno. Anche quei viaggi rappresentano un'esperienza unica
L'impegno in Azione Cattolica, nel Centro Sportivo Italiano e nel Centro Turistico Giovanile, con l'amore per la montagna e lo sport di ogni disciplina riempirono il tempo libero e mi aiutarono a combattere la mia innata pigrizia.
Posso, in serenità, affermare di aver gareggiato in quasi tutte le discipline senza mai non solo vincere ma neppure piazzarmi in un risultato. Il fatto che i miei amici mi accettassero anche se perdevo sempre mi è stato di grande aiuto.
Devo accelerare.
Nel 1960, in concomitanza con le olimpiadi di Roma, mi diplomo in ragioneria e nel mese di ottobre inizio la vita lavorativa in FERRERO dove rimarrò fino al 31 dicembre 1996 cioè al pensionamento.
Anche l'esperienza lavorativa è stata quanto mai importante e gratificante. Ho avuto la possibilità di conoscere persone professionalmente e umanamente eccezionali, il che mi ha consentito di fare del lavoro un momento positivo, addirittura divertente, quasi un gioco.
Ancor oggi il ricordo dei colleghi del modo di affrontare i problemi, di confrontarci di mettere a frutto le differenze, del piacere di varcare al mattino la soglia dell'ufficio mi aiuta a ricuperare positività. Lavorando e rivestendo qualche responsabilità ho imparato a rapportarmi con le persone e con i problemi cercando di costruire e non distruggere, consapevole che il futuro è più importante del passato ed anche del presente.
Negli anni 60', per l'appunto lavoravo, ma il tempo libero era dedicato all'impegno sociale. Mi sono coinvolto nella vita ecclesiale e civile di quel tempo che identifico in due parole: Concilio e 68'.
La fortuna di incontrare don Lisa mi ha indotto ad approfondire idee e valori ai quali la mia vita si è legata ed ha assunto particolare significato, per me.
Nel frattempo salendo al Gran Paradiso ho incontrato Anna e due anni dopo ci siamo sposati.
Cosa abbia significato per me questo incontro non tento neppure di accennarlo; ognuno pensi a qualcosa di molto bello, ne raccolga il calore dei sentimenti: per me è quello|
Tre figli, Paolo, Chiara, Francesco ai quali si è aggiunto Simone hanno rappresentato il personale apporto, fisico, ad un futuro che non so se sarà migliore ma che, tutti insieme, abbiamo cercato di rendere tale.
Il tentativo nel 69' di partecipare alla politica attiva entrando nella D.C è abbandonato quasi subito per privilegiare la scelta di operare nei movimenti di base: quartieri, Gruppi spontanei, organismi scolastici, gruppi ecclesiali hanno rappresentato l'ambito dell'impegno.
Ne abbiamo combinate di tutti i colori (parlo al plurale perché queste attività sono vissute su un lavoro di gruppo con persone alle quali mi lega una profonda 'amicizia incrementata dal passar del tempo e dalla capacità di confrontarsi), ma sempre nella correttezza, a viso aperto e rispettando chi non la pensava come noi (molti, quasi tutti). Oggi però noi perseguiamo gli stessi valori e facciamo della coerenza un pregio.
Nel 1994 spinto da alcuni amici (tra i quali mi è caro ricordare Beppe Grimaldi), convinto che il momento è cruciale (lo era veramente, le conseguenze di quella sconfitta le paghiamo oggi) metto la faccia nella politica attiva candidandomi con il Movimento LA RETE nel raggruppamento “I PROGRESSISTI” alle elezioni politiche per il Senato.
Esperienza sconvolgente (ricordo lcon piacere a campagna elettorale nel collegio Alba, Bra, Fossano, Mondovì con il candidato alla Camera di Mondovì Lucarini, romano d'origine, a recitar Trilussa)dalla quale esco ancora una volta battuto ma con la voglia di essere presente.
Nel 1996 vado in pensione ed inizio la vita del volontario a tempo pieno.
Con Anna decidiamo di occuparci, con le suore Luigine, della Casa di accoglienza di via s. Barbara, arrivano 4 nipotini e nel 2004 con alcuni amici fondiamo (!) Alba città per vivere.
Alle elezioni di giugno riceveremo 1062 voti con il sottoscritto eletto in Consiglio.
Ed ora.......andiamo avanti, il futuro ci attende
Franco Leopoldo Foglino