Katia Versio
Mi chiamo Katia Versio, ho 38 anni e insegno francese alla scuola media Macrino. Sono sposata con Nicola e ho due bambini di 7 e 10 anni che mi stanno veramente simpatici.
Ho studiato a Trieste e di quell’esperienza conservo un tesoro prezioso di amicizie, avendo conosciuto e vissuto con persone provenienti da tutta Italia. Faccio parte ormai da dieci anni dell’associazione Verso Sud che promuove l’intercultura attraverso vari linguaggi: musica, teatro, cinema, cucina…
Essendo una semi-frana in cucina mi sono occupata soprattutto delle rassegne cinematografiche “Altrifilm, altripaesi”, dato che il cinema è una mia grande passione. Ho insegnato per anni nella scuola superiore, mi è piaciuto molto innamorarmi del francese e dell’inglese e delle rispettive letterature assieme alle mie classi, poi per caso sono arrivata alla scuola media e l’impatto è stato traumatico: classi affollate, ragazzi con mille problemi di varia natura, poco tempo a disposizione, sensazione di frustrazione e impotenza… Questo è il quarto anno e adesso ho deciso che la scuola media non la lascio più. Ho trovato una “squadra” di colleghi in gamba con cui ho affinità e mi sono affezionata oltremisura a questi “adolescenti difficili” che mi danno un sacco di entusiasmi.
Nella scuola credo molto, nonostante le magagne e gli ennesimi tagli; faccio parte del Comitato Genitori, nato ad Alba all’inizio dello scorso autunno in reazione a una “riforma” piovuta dall’alto in base a meri calcoli di risparmio, senza alcuna concertazione con chi nella scuola vive. Sono socia della cooperativa Quetzal e seguo con interesse il commercio equo, la finanza etica e il consumo critico.
Scrivo sul mensile Daleggere e considero valore l’informazione indipendente, il giornalismo di qualità e la satira che graffia il potere. Sono catechista nella Parrocchia del Mussotto e quando penso alla chiesa non metto la C maiuscola ma penso a comunità di persone in ricerca e in cammino faticoso e condiviso.
Amo la bici per spostarmi in città e mi piacerebbe che anche i miei figli potessero circolare in bici senza essere arrotati da auto in retromarcia. Ascolto Bertoli e Silvestri, che mi fa ballonzolare mentre lavo i piatti, entro in crisi di astinenza se sto troppo tempo senza leggere Erri De Luca o vedere un film di Ken Loach.
Mi spiace sentire gente che si vergogna – o nega - di fare politica e che in campagna elettorale dichiara di essere “al di sopra delle parti”, “apolitico” come se la politica fosse una cosa sporca. Per me politica è interessarmi alle cose che succedono attorno a me; sono scelte politiche non solo il voto ma anche i nostri consumi quotidiani, come pure ogni gruppo di persone che si incontra per crescere. Sono convinta che quello che conta, prima di ciò che si fa, è ciò che si è; la credibilità di una persona si costruisce ogni giorno con fatica in famiglia, sul lavoro e nel tempo libero, e non nelle inaugurazioni ufficiali, nei discorsi (auto)celebrativi o, peggio, negli slogan che cercano di seminare intolleranza verso ogni tipo di differenza, culturale, religiosa, o di idee.
Ho deciso di candidarmi, nonostante la paura di non avere le giuste competenze e le energie sufficienti, perché ho grande stima e fiducia in Franco Foglino e nei “compagni di viaggio” che conoscevo già in gran parte e ho avuto modo di conoscere meglio in questi mesi di incontri, confronti e discussioni stimolanti. In più, considero Maurizio Marello una persona seria, onesta, disponibile e competente, giovane ma con esperienza e mi piacerebbe potesse avere l’occasione di governare Alba in modo diverso – non perché non mi piaccia la mia città, ricca di bellezze e risorse, circondata da paesaggi incantevoli, animata da associazioni vivaci – ma perché vorrei che le scelte politiche e amministrative fossero prese in maniera trasparente e autenticamente democratica, senza passare per raccomandazioni e privilegi, in modo da far sentire accolte tutte le persone che ci abitano e, in seconda battuta, che ci transitano.
La mia mail è: katia.v@infinito.it